ABUSIVISMO ED ECONOMIA SOMMERSA: grossi rischi per le imprese

Dagli studi di Confartigianato emerge che in Italia ci sono quasi 4 milioni di operatori abusivi che, agendo in un contesto privo di regole, invisibile al fisco e alle leggi dello Stato, producono gravissimi danni alle casse statali, alle imprese regolari ed ai consumatori.

Come emerge dagli studi, l’economia sommersa è un fenomeno in crescita: in quattro anni il valore aggiunto creato dal lavoro irregolare è aumentato di quasi il 9% e il numero degli operatori abusivi è lievitato del 2,5%.

Ad esserne colpiti sono soprattutto i piccoli imprenditori: secondo Confartigianato, infatti, sono 850.000 le aziende artigiane esposte ai pericoli della concorrenza sleale degli abusivi.

I settori più a rischio sono quelli delle costruzioni, dei servizi alla persona, dei trasporti e della ristorazione.

Abusivismo significa anche contraffazione. E Confartigianato mostra che il mercato dei falsi produce un danno di quasi 9 miliardi di euro per l’economia del nostro Paese. A risentirne maggiormente sono le imprese della moda e delle dei prodotti farmaceutici.

Inoltre l’abusivismo e l’illegalità, che contraddistinguono l’economia sommersa, rappresentano un grave fenomeno di concorrenza sleale e costringono a politiche di contrasto ad alto rischio di complicazione burocratica, determinando un incremento dei costi per le imprese che operano correttamente.