FISCO E PICCOLE IMPRESE: confronto tra Confartigianato e Governo alla Summer School 2018.

«Ci sarà la pace fiscale tanto più motivata perché collegata alla riforma fiscale e alla riduzione della pressione fiscale che sarà strutturale». Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, alla Summer School di Confartigianato svoltasi il 10 e l’11 settembre. «Oggi c’è una complessità di aliquote, aliquote alte e una massa di tax expenditures. La flat tax va finanziata con le tax expenditures ma è un processo complesso che richiede tempo», ha aggiunto Tria.

E proprio il taglio delle tasse è l’intervento più atteso dai piccoli imprenditori, come ha sottolineato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli: “L’obiettivo chiaro deve essere quello di una riduzione della pressione fiscale sulle piccole imprese che sono i soggetti che pagano di più, anche più delle grandi aziende. Avere la prospettiva di minori tasse, anche in più anni, ma con un punto di arrivo certo, è la condizione essenziale per fare impresa”. La risposta alle sollecitazioni di Confartigianato è arrivata da Massimo Garavaglia, Vice ministro dell’Economia, che è entrato nei dettagli, annunciando l’intenzione di ampliare il regime dei minimi, applicando l’aliquota piatta del 15% fino a 65.000 euro e del 20% sui redditi aggiuntivi fino a 100.000 euro. Tra le altre opzioni, Garavaglia ha confermato la maxi-detassazione Ires per le imprese che investono gli utili in beni, macchinari, capannoni e assunzioni. E’ allo studio, ha detto, l’introduzione di “una dual tax Ires, al 24% per quello che tiri fuori e al 15% strutturale su quello che resta dentro l’azienda”. Dopo gli ultimi interventi normativi l’aliquota Ires è oggi al 24% dal precedente 27,5%. “Le intenzioni – ha detto il Viceministro – sono di arrivare ad un incentivo fiscale strutturale per quanto riguarda innovazione, ricerca, assunzioni, capitalizzazione, investimenti. Oggi ci sono tanti piccoli interventi spot. L’idea è di puntare alla semplificazione, con una aliquota ridotta del 15% per quel che l’imprenditore lascia in azienda con queste finalità. In questo modo l’impresa può programmare la propria spesa e non ha ogni anno l’incubo di misure transitorie”.