Nel 2019 si ferma il mercato tedesco dei macchinari: +0,7% made in Italy vs +7,1% del 2018.

Il comparto della meccanica rappresenta uno dei pilastri del made in Italy, contribuendo per il 38,7% dell’export totale, grazie al contributo di 180 mila imprese con 1,4 milioni di addetti. Il 97% delle imprese del comparto è costituito da micro e piccole imprese, che danno lavoro alla metà (49%) degli addetti. Un report focalizzato su questo settore chiave della manifattura italiana viene illustrato al MECSPE BARI 2019, Tecnologie per l’Innovazione e Industrie 4.0, in occasione dell’inaugurazione dello spazio istituzionale di Confartigianato imprese.

La congiuntura in questo autunno 2019 è caratterizzata dal rallentamento del commercio internazionale, influenzato dalla guerra commerciale Usa-Cina, e dal calo della produzione manifatturiera tedesca, appesantita dalla caduta di attività del settore automobilistico. Su questo fronte si registra una caduta della domanda tedesca rivolta alle imprese italiane della meccanica, per le quali la Germania rappresenta il primo mercato di sbocco, davanti a Francia, Stati Uniti, Spagna e Regno Unito. Se prendiamo a riferimento il principale segmento della meccanica costituito da macchinari e apparecchiature, nei primi otto mesi del 2019 l’export verso la Germania ristagna, segnando un modesto 0,7%, dopo aver registrato forti aumenti negli anni precedenti, +7,1% nel 2018 e +5,9% nel 2017.

Filiera dei macchinari, Italia batte Germania 2 a 0 – Nonostante il rallentamento in corso, le imprese della filiera dei macchinari hanno registrato un’ottima performance negli ultimi anni. Tra il 2015 e il 2019 la produzione di macchinari in Italia è salita dell’11,3% a fronte del +4,6% dei competitor tedeschi. Nella gestione dell’‘ultimo miglio’ dell’installazione, manutenzione e riparazione, la produzione in Italia è salita del 20,4%, un ritmo doppio del 10,6% registrato dagli installatori di macchine tedeschi.

La robotica caratterizza la trasformazione digitale in corso nei sistemi manifatturieri. Le piccole imprese italiane, nonostante una minore dimensione aziendale, presentano un utilizzo dei robot industriali nel 19% dei casi, quota di 3 punti superiori al 16% delle omologhe imprese tedesche.

Sul comparto della meccanica pesano ulteriori fattori critici che influenzano negativamente la creazione di valore e la competitività della imprese, tra i quali la risalita dei costi dell’energia elettrica e le incertezze legate alla crisi dell’acciaio che nei settori maggiori acquirenti di questa commodity (metallurgia, prodotti in metallo e macchinari) registra la presenza di 96 mila micro e piccole imprese con 616 mila addetti, di cui 239 mila nell’artigianato.