RETE IMPRESE ITALIA – La visione delle piccole e medie imprese italiane per guardare al futuro

Le cinque organizzazioni di rappresentanza di Rete Imprese Italia si sono date appuntamento il 15 maggio al Palazzo della Cancelleria di Roma per la tradizionale Assemblea annuale. Davanti ai 300 delegati presenti, il Presidente di turno, Giorgio Merletti, ha sostenuto la causa delle piccole imprese italiane di fronte al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

All’immediata vigilia delle elezioni europee, inevitabilmente si è parlato dello stato di salute dell’Unione europea, dei limiti attuali e delle opportunità legate alla prossima legislatura. “Da Maastricht in poi, questa è stata ed è ancora un’Europa iperburocratizzata, dove le decisioni riguardano soltanto i dettagli, come la lunghezza delle carote. Non è questa, però, l’Europa che vogliono i cittadini europei – ha detto Giorgio Merletti – Noi eleggiamo il Parlamento, dove si adottano anche iniziative assolutamente coerenti ed efficaci per i territori. Chi decide davvero, però, sono i burocrati e il Consiglio, che non eleggiamo noi. Dovrebbe essere il Parlamento europeo che legifera. L’Europa ha bisogno di rivedere le proprie regole interne, che tornino ad essere un’opportunità per cittadini e imprese e non solo per pochi eletti. Il nostro auspicio è che l’Europa torni a parlare di queste possibilità di sviluppo e di crescita per tutto il Vecchio Continente”, ha aggiunto il Presidente di turno di Rete Imprese Italia.In Italia, invece, il Governo del Movimento Cinque Stelle e della Lega è intervenuto in maniera decisa sul contrasto della povertà e sul sostegno alle fasce più deboli di un popolo che, inevitabilmente, ha risentito di questi anni di dura crisi economica. Quota 100 e Reddito di cittadinanza sono due iniziative apprezzabili per la società. Le imprese, però, continuano ad aspettare interventi importanti per rilanciare l’economia.

“Noi chiediamo da sempre, da almeno vent’anni, la riduzione del costo del lavoro, della pressione fiscale e della burocrazia. Una stratificazione delle burocrazie, perché non tutte sono dannose e nocive. Queste cose le chiediamo da una vita – ha aggiunto il Presidente Merletti – Nel Decreto Crescita ci sono norme positive, ma anche dei passi indietro. In generale, si fa fatica a capire quale direzione sia stata presa, manca chiarezza sugli obiettivi da centrare. Su alcune cose finalmente ci siamo, come la Sabatini, gli iperammortamenti o la riduzione dei premi INAIL, ma su altre manca un quadro generale chiaro e deciso delle iniziative da mettere in campo”. 

All’Assemblea di Rete Imprese Italia, dopo il messaggio di saluto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono intervenuti il Capo del Governo, Giuseppe Conte, e il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Il Premier ha ricordato gli interventi messi in campo in questi mesi a sostegno delle piccole imprese, soprattutto sul fronte del credito, dell’innovazione digitale e della riduzione della pressione fiscale, annunciando l’avvio di una seconda fase del Governo, mirata a rilanciare lo sviluppo economico e l’occupazione delle pmi, dopo gli interventi contro la povertà.

Una volontà ribadita dal vicepremier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini“L’unica priorità in Italia in questo momento è il lavoro e il lavoro passa dalla riduzione delle tasse per le imprese. La mia priorità è questa, tutto il resto viene dopo – ha sottolineato il vicepremier – Dati alla mano, Quota 100 sta dando risultati molto positivi. 12mila artigiani, 12mila commercianti, 40mila lavoratori del privato ne hanno beneficiato e tanti giovani sono subentrati. Parliamo, quindi, di lavoro nuovo e di ricambio generazionale. Anche se su questo l’Europa non era d’accordo, come sull’immigrazione, sulle concessioni demaniali marittime e su tante altre cose. Ora, però, per l’Italia è il momento delle scelte che guardano al futuro”. 

Le imprese hanno indicato la strada. L’Italia e l’Europa hanno bisogno di una nuova stagione di sviluppo, che permetta alle piccole e medie imprese di affermarsi sul mercato globale, creando ricchezza diffusa e occupazione, stabile e qualificata. L’unica via per rilanciare l’economia europea.

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