Un passaggio storico per il comparto dell’artigianato e della piccola e media impresa italiana: la riforma della legge quadro sull’artigianato (la normativa attuale risale al lontano 1985) è giunta oggi sul tavolo del Consiglio dei Ministri per la sua approvazione.
Una svolta attesa da oltre quarant’anni e che segna un momento di profonda evoluzione per tutto il tessuto produttivo, sia a livello nazionale che per le aziende del nostro territorio.
La delegazione dell’Alto Milanese presente a Roma
All’Assemblea nazionale di Confartigianato Imprese, tenutasi a Roma, non poteva mancare la presenza attiva della nostra associazione territoriale. Una delegazione di Confartigianato Imprese Alto Milanese, guidata dal Presidente Franco Cordano e dal Segretario Generale Giacomo Rossini, ha partecipato ai lavori al fianco dei delegati dell’intero sistema confederale, ai vertici del Governo, ai rappresentanti del Parlamento e ai principali esponenti delle forze economiche e sociali del Paese.
Tra i momenti più toccanti e significativi della mattinata, si segnala il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha sottolineato il ruolo cruciale e l’alto valore sociale ed economico che l’artigianato rappresenta per la tenuta del Sistema Paese.
Le istanze del territorio e la novità annunciata dal Premier Meloni
Durante la prima parte dei lavori, il Presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, ha illustrato con precisione le aspettative, le sfide quotidiane e le proposte concrete delle micro, piccole e medie imprese italiane.
A seguire è intervenuta la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha ufficializzato l’inserimento all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri del decreto di riforma della legge quadro. Tra i passaggi più significativi del suo intervento, spicca la novità centrale pensata per incentivare la crescita dimensionale delle aziende senza penalizzarle:
«Crescere non significherà più doversi snaturare» — Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio
La novità principale anticipata riguarda infatti la conservazione della qualifica di impresa artigiana anche per le realtà che decidono di ingrandirsi e aumentare il numero dei propri collaboratori, a condizione che siano registrate come artigiane da almeno sette anni.





