Grande partecipazione alla serata organizzata all’UNA Hotel di Cerro Maggiore con Alan Friedman, tra i giornalisti più autorevoli nel racconto dell’economia e della politica internazionale e una delle poche voci capaci di tenere insieme economia, politica e geopolitica, rendendole comprensibili anche a chi non le frequenta per professione.
Con la sua ironia e la sua lucidità, Friedman ha tenuto la sala davanti a una platea di oltre 120 tra associati e invitati, venuti per capire meglio il delicato contesto internazionale in cui viviamo.
Lo scenario descritto, tra elezioni statunitensi di midterm, conflitti che coinvolgono Russia e Iran, crescita dei fronti estremisti in Europa e una Cina silenziosa ma in costante espansione, lascia prevedere mesi di ulteriori difficoltà per l’economia italiana, già appesantita dai rincari di energia, carburanti e materie prime.
Su questo sfondo cupo, Friedman, che si definisce “artigiano della scrittura”, indica però una luce autentica: l’artigianato. Le peculiarità del tessuto produttivo italiano restano uniche al mondo e la domanda di prodotti italiani potrà cambiare, ma non verrà meno, perché la capacità imprenditoriale del nostro Paese è riconosciuta e apprezzata ovunque. Per mantenere questa posizione, ha aggiunto, bisognerà superare i campanilismi ancora presenti in alcuni ambiti e rafforzare la collaborazione tra le imprese.
In chiusura Friedman ha presentato il suo primo romanzo, La mano di Orfeo, appena uscito in libreria: un thriller sul potere, tra storia, finanza e politica, costruito attorno a un intrigo internazionale. A tutti i presenti è stata consegnata in omaggio una copia, che l’autore ha poi firmato nel corso di un firmacopie molto apprezzato.






